Occhi di Gatto
28/08/2009 ore 15:31 - Permalink

In coda all'ipermercato, davanti a me una signora sui 40, senza trucco capelli racolti, dimessa, dal viso stanco, aspetta qualcuno. Arriva il marito dall'esterno, un tipo alto e non troppo educato, ordina alla moglie di restare in coda alla cassa, dopo averla raggiunta le chiede se ha trovato un determinato prodotto e risponde di no, l'uomo si altera e lei gli mostra lo scaffale dal quale ha preso la bottiglia. Il tipo ne prende altre due e le mette nel cestino a mano della consorte, stile serva. Quello non porta nulla, non dispone sul nastro gli articoli acquistati né tira fuori il portamonete. Una volta usciti, spetta alla donna caricare la busta stracarica nell'auto. Schiava e serva.

SCHIFO SCHIFO SCHIFO



02/08/2009 ore 17:30 - Permalink

Casper, da quattro anni a questa parte, ogni giorno, usa fare un giro della città. In autobus. Si tratta di un bel gatto siberiano e in Inghilterra prende puntualmente il bus n°3, durata media della corsa, un'ora.

Incredibile a credersi, Casper ogni mattina attende sul pianerottolo della sua dimora a Plymouth nella contea di Devon, monta tutto solo sul pullman e si mette comodo a fianco all'autista, tenendogli compagnia per tutto il tour, fino a quando, finita la corsa, rientra al capolinea.

Un nome non casuale, quello del micio viaggiatore. La sua padrona ha raccontato ai giornali di aver preso per diverso tempo quel mezzo di trasporto e, probabilmente, il micio nel tentativo di imitarla, scompariva da casa per lunghissime ore per riapparire, proprio come un fantasma.



02/08/2009 ore 02:43 - Permalink

Non é per nulla facile restare qui. Una batosta, dopo l'altra per non parlare di quella successiva. Si cede, si crolla, l'importante é rialzarsi e riprovare, finché si può e con un minimo di buonsenso.

Intanto va in onda 'Canzoni stonate' di Morandi in streaming su una radio italiana, potenza del Web.

'..L'altra domenica siamo andati al lago
ho anche preso un luccio grande che sembrava un drago
poi la sera in treno abbiam cantato piano
quel pezzo americano che cantavi tu.

Canzoni stonate parole sempre più sbagliate
ricordi quante serate passate così
canzoni d'amore che fanno ancora bene al cuore
diciamo quasi sempre qualche volta no..'

Canzone successiva di questa annunciata Top 20, 'Cara droga' di Franco Simone, no grazie. Cambio stazione e va in onda l'estiva, freschissima 'Shine on' di RIO, va decisamente meglio.

Esattamente, le cose non vanno come vorrei, ho tutte le carte in regola per sfondare in Europa, il 'ma' qui é d'obbligo, qualcosa manca e devo assolutamente trovare qualcuno che mi dia quel qualcosa e non alludo ad un aiuto né tantomeno ad una raccomandazione. Cosa dite, a furia di dare calci la porta la sfondo o no?



29/06/2009 ore 01:49 - Permalink

Goodbye, Michael.



19/09/2008 ore 16:39 - Permalink

boom

Se arriva il momento che scoppio, carichi di meraviglia dovete restare. Che pensate, di potermi coinvolgere ogni santo giorno nei c*zz* vostri personali, credendo che io possa fungere da valvola di sfogo? o credete che sono la persona adatta a risolvere i problemi?

BASTA 

VAFFANCULO



08/09/2008 ore 21:49 - Permalink

fanculo

I told you not to hurt me
And you swore that you would never
You said you'd never leave me
And now you're gone forever
You had me fooled,
Thought you were here to stay
You gave me everything,
Then you took it away
You said that you were just like me
But you don't know who the fuck I am
You don't know anything about me
Because you couldn't ever give a damn
You hurt me constantly
You don't care for me
You weren't there for me
Like you said you'd be
When I needed a friend
And didn't know what to do
When I needed your help,
Where the fuck were you?
You said you'd always be here,
You swore you'd never break my heart
But tell me, where the fuck were you
When my world fell apart?
You never knew
what you meant to me
But you ruined everything
Now you'll never see
You don't know
What I've been through
Then again,
You never wanted to
And I stood by you,
Through all your shit
But when I had my problems,
You just fucking quit
You forgot about me,
Like we never were
And you left me here,
To be with her
I fucking hate you!
You're nothing to me
But a waste of time
And a bad memory
When I needed
MY FATHER
And didn't know what to do
When I needed your help,
Where the fuck were you?
You said you'd always be here
You swore you'd never break my heart
But tell me, where the fuck were you
When my world fell apart?


~ashley carver



17/08/2008 ore 07:46 - Permalink

kill me

Let me live, as I want or I'll kill me.



06/08/2008 ore 21:44 - Permalink

Everyday I dead and rebirth, 'cause I'm lonely in this sad world, but no one can see this. People don't know me so well as they think. I'm not so strong, my Soul's crambling day by day just like a puzzle. Will anyone put back one of the most important parts of me?



28/07/2008 ore 02:54 - Permalink

Ce la faccio da sola, ne ho avuto la dimostrazione pratica, una buona conferma. Tutti coloro i quali si sentono chiamati in causa e non faccio i nomi, nel bene e nel male. andassero beatamente a fare a quel paese. Il dolore è grande, immenso, ma lo si affronta ugualmente e si trasforma in forza, in pelle coriacea. Ottusaggine? non sempre. Il lato positivo? si respingono meglio i colpi.
A volte la sofferenza insegna a crescere, è il mio caso.



26/07/2008 ore 05:01 - Permalink

lonely

Paroles Musa Marlene Kuntz

Artiste: Marlene Kuntz
Chanson: Musa

E' una questione di qualità:
la tua presenza
rassicurante e ipnotica
mi affascina
e gioca col mio senno
e ne lascia ben poche briciole.

E io amo darlo a te,
o amabile
custode degli sguardi che
ti dedico
fra lo sragionamento e l'estasi
degli amplessi magnifici,

perchè tu sai come farmi uscire da me,
dalla gabbia dorata della mia lucidità;
e non voglio sapere quando, come e perchè questa meraviglia alla sua fine arriverà.

Musa: ispirami
Musa: proteggimi
Ogni ora

mi strega e mi rapisce
la tua giovane
saggezza incomparabile
(che ossequio)
e l'eleganza di ogni tua
intenzione è incantevole.

e quando ti congiungi a me
sai essere
deliziosamente spinta
e indocile,
coltivando le tue bramosie
sulle mie avidità.

tu sai come farmi uscire da me,
dalla gabbia dorata della mia lucidità;
e non voglio sapere quando, come e perchè questa meraviglia alla sua fine arriverà.
e sai come prenderti il bello di me
mettendo a riposo la mia irritabilità;
e non voglio sapere come riesci e perchè:è una meraviglia, e finchè dura ne godremo
insieme.

Musa: ispirami
Musa: proteggimi
Musa: conducimi
Musa: adorami
Musa: noi ne godremo insieme

voglio aver bisogno di te:
come di acqua confortevole.
vuoi aver bisogno di me? troverai terreno fertile.



24/07/2008 ore 15:10 - Permalink

breathe

La temperatura è calata drammaticamente di 4°C nella mia stanza, la notte scorsa, passando dalla bellezza di 28 gradi a 24. Faceva veramente freddo, tutto questo era veramente piacevole. Merito di una perturbazione proveniente dai Balcani, portava aria fresca, nuvole, pioggia. Sono davvero poche le volte in cui ho amato temperature così basse, questa è una di quelle.

Per la prima volta in vita mia desidero con tutte le mie forze la fine della stagione estiva. Il conto alla rovescia è partito.



20/04/2008 ore 22:58 - Permalink

Salve,

non è stata poi così brutta, questa breve pausa.

Un altro giretto, me lo riarei!!



13/01/2008 ore 21:15 - Permalink

cazzo ridi

Credevi di esserti liberato di me? scordatelo.

Mi sono presa una minuscola pausa, causa scoglionamento ardente pre e post festività.

Nel periodo immediatamente successivo alle feste me lo sono presa nel post, appunto, ho passato una settimana a letto in compagnia di nientepopodimeno che una simpatica banda di bacilli di febbre febbrilis. Senza prendere l'aereo nè tantomeno raggiungere i mari do Sur ho sottoposto il mio corpo ad uno sbalzo termico, a dir poco fatale, tanto da raggiungere in una sola sera i 39° C. Cottura garantita.

Per il resto, tutto bene, sono qui e questo è ciò che importa, tutto il resto andasse a strafancùl.



07/12/2007 ore 09:53 - Permalink

furetto

Giornata di fiere e mercati in molte città italiane, in occasione della festività dell' Immacolata.

Non ho perso tempo, sono tornata da poco a casa. Merce di scarsissima qualità, sicuramente importata dalla Cina. Immancabili le bancarelle di animali. Gestite da animali!!

Decine di gabbie piene di uccelli, vaschette di plastica sporche e piene di incrostazioni in cui nuotavano noiosamente i soliti pesciolini rossi, per non parlare delle piccole tartarughe d'acqua, a croce ed occhio una ventina si dimenavano per uscire dalla minuscola coppetta di vetro trasparente dove erano state letteralmente ammassate. Mi ha spezzato il cuore vedere un furetto grande il doppio di quello nella foto, nella stessa gabbia su rappresentata: girava come un matto, più gli uccelli schiamazzavano e più lui si dimenava, era come impazzito. Mi ha disgustato vedere la gente divertita davanti a questo spettacolo ignobile. Non so come ragionano certe persone, ammesso che riescano a farlo. Avrei voluto fare qualcosa per aiutare quei poveri esseri trattati alla stregua di puri oggetti, ma in certe situazioni come si può intervenire?



29/11/2007 ore 17:34 - Permalink

L'altro giorno ho avuto modo di parlare con la mamma di un ragazzo di venticinque anni. La nipote darà alla luce una bimba fra due mesi, da qui parte il suo racconto, interamente in dialetto. Puoi immaginare cosa sia venuto fuori. Ecco la traduzione, più o meno fedele all'originale.

''Trent'anni fa era tutto diverso, non si facevano tanti esami come avviene oggi. Ebbi modo di fare un'ecografia pochi giorni prima del parto! Il medico mi disse che portavo in grembo una femmina, ero felice anche se avrei preferito avere un maschietto, che ci vogliamo fare se mi piacciono di più? Arriva il giorno del parto, tutto va bene, poi arrivano le ostetriche e mi dicono: 'Signora, hai avuto un maschietto', io non ci potevo credere, avevano detto che doveva nascere una femmina. Dissi: 'No è una femmina, il dottore mi ha detto che nasceva femmina'. Tanto insistetti che, per convincermi del contrario me lo sbatterono in faccia. Un altro medico gli disse: 'Se non sei capace di vedere se è di un sesso o dell'altro, è meglio non dire niente'.

Una spiegazione io me la sono data, in tutti questi anni, ci doveva stare per forza. Quella, la placenta, che avvolge il bambino, era così stretta che gli schiacciava le palle!! Allora quelli hanno pensato che si trattava di una femmina che vedevano tutto piatto''.



24/11/2007 ore 12:42 - Permalink

 

link intervista capitano Gagliardi Francesco:  http://news.centrodiascolto.it/view/214512/n=FFAA/cambio_della_guardia_in_rosa_al_quirinale

 Quirinale, il giorno delle guardie rosa

da Roma

Sono tutte molto emozionate e consapevoli che il loro corso di formazione presso il Reggimento addestramento volontari di Ascoli Piceno non poteva avere migliore conclusione. Per 24 ore infatti, a partire dalle 15.15, la guardia al Palazzo del Presidente della Repubblica sarà affidata a loro, 50 ragazze in divisa.
Si tratta di un plotone di 50 soldatesse volontarie, in attesa di prolungare «la ferma prefissata» di un anno. Un fatto storico nella storia dell’emancipazione femminile, visto tra l’altro che i turni hanno lo stesso tempo di quello dei colleghi maschi, e sole o pioggia, freddo o scirocco le ragazze staranno a fare la guardia per un giorno e una notte.
Ha chiuso il suo turno la Marina e dopo la «guardia rosa» toccherà all’Aeronautica. È consuetudine infatti alternare tra un corpo e l’altro il servizio della Guardia al Palazzo.
Non che in passato non ci siano state donne nei vari corpi che ci sono in questi ultimi anni. Sono seimila ormai le donne entrate nell’esercito dalla fine del 2000, di queste 200 sono già ufficiali. Ma stavolta davanti il Quirinale saranno tutte donne. O meglio, il reparto è composto da 50 soldatesse dai 21 ai 25 anni, ma i capi sono tre uomini: il comandante della compagnia capitano Francesco Gagliardi e i due comandanti di plotone, e anche il trombettiere. Pare comunque che ancora non esista un trombettiere donna. Le soldatesse del 235esimo reggimento Piceno arriveranno al Quirinale nel primo pomeriggio con la divisa di ordinanza: cinturone, anfibi e basco. E in mano il fucile mitragliatore Beretta Ar 70/90. Alle 15 e 15 assumeranno il controllo del portone principale e la custodia della bandiera conservata in una stanza che si affaccia sul Cortile d’Onore.
Le ragazze si sono esercitate ieri pomeriggio in una caserma romana, visto che la guardia al Quirinale non rientrava nell’addestramento abituale fatto ad Ascoli. Hanno imparato il passo tipico della marcia senza perdere il sorriso che la loro età e il loro sesso impone. A guidarle nella prova romana il caporale Stella Costantini, una ventenne romana che è entrata in caserma come volontaria per la prima volta lo scorso settembre: «Ci siamo allenate ormai da alcuni giorni e ormai siamo pronte. Speriamo bene» - spiega contenta il caporale Stella che non nasconde una certa emozione.

ilgiornale.it



18/11/2007 ore 10:01 - Permalink

Giornata dedicata alla donazione del sangue. Mi reco presso la sede dell'Avis della mia città, mi metto in fila, attendo il mio turno: pressione 125-90, dal primo prelievo risulta che tutti i valori sono assolutamente perfetti, quindi sono idonea alla donazione, ma la quantità di sangue è poca, causa avvnimenti mensili tipicamente femminili ndr, dunque non se nè fatto niente sigh sigh sigh..



05/11/2007 ore 09:21 - Permalink

inc..

Cronaca di una mattinata 'da iena'.

Arrivo alla fermata del pullman con venti minuti di anticipo, arriva in perfetto orario. Parte in lieve anticipo rispetto all'orario stabilito. Giunge in stazione alle otto e dodici, scendo e mi precipito al primo binario, tutti i binari sono vuoti. Chiedo informazioni ad un capostazione il quale mi dice che il treno è partito, è assurdo, gli rispondo, di regola avrebbe dovuto attendere l'arrivo del bus, quello di rimando: 'Signorina, non deve MAI fare affidamento ai mezzi pubblici, ai pullman'. Secondo l'affermazione del signore, come ho perso una volta il treno, così lo potrei perdere altre due, dieci, trenta volte.

Prova ad attribuirmi qualche colpa, se ci riesci.

Le ore di lezione perse ammontano a quattro, inframmezzate da altrettante ore di pausa, il prossimo pullman non parte prima delle dodici e mezza, mentre il primo treno utile arriva in città alle dodici. In poche parole, vale la pena spendere tre euro in biglietti per i mezzi pubblici, ammesso che arrivi in tempo e seguire una lezione di  due ore scarsissime? Ritengo di no.



29/10/2007 ore 19:46 - Permalink
Ho preso parte ad un convegno, in facoltà, i docenti non spiegavano, leggevano discorsi lunghi come pappardelle. Nulla di più noioso. Nel giro di mezz'ora, all'esodo delle 16 è avvenuto il controesodo, comprensibilissimo. Domani ci sarà il bis, o meglio tris, l'incontro avrà inizio in principio di giornata e terminerà alle sette. Sfere d'acciaio, a me!!


27/10/2007 ore 20:47 - Permalink

Riporto il testo della lettera di protesta inviata da una ex dipendente della Atesia, ad un noto quotidiano nazionale. Storia di disperazione fin troppo comune, in un' Italia ormai allo sfascio.

 "Mi chiamo Federica D'Arienzo, ho 33 anni e per 4, fino al 30 settembre ho lavorato nella famosissima «Atesia», l’azienda di cui - nella puntata di Ballarò dello scorso 23 ottobre - l'onorevole Diliberto ha enfatizzato la stabilizzazione dei lavoratori. Come mai però non viene mai detto che si tratta di una finta stabilizzazione? Come mai io dopo 4 anni di lavoro 6 giorni su 7 con turno dalle ore 20.00-02.00, sono stata costretta ad andare via proprio quando mi proponevano questo bellissimo contratto a tempo indeterminato? Come mai l'onorevole Diliberto e i sindacati non hanno detto quale è stato il prezzo che hanno dovuto pagare i lavoratori di «Atesia»? Sia coloro che sono stati assunti che quelli che sono stati costretti ad andarsene?

Il nostro turno di lavoro era di 6 ore ed è stato ridotto a 4, i giorni lavorativi erano 6 e sono stati ridotti a 5, da 36 ore settimanali a 20 ore settimanali, da un turno fisso a delle turnazioni massacranti che ci impediscono di poter fare un altro lavoro a meno che non sia nelle vicinanze di «Atesia», da uno stipendio di 1000-1200 euro a uno stipendio di 550 euro! Vi rendete conto? 550 euro! Come si può chiedere a una persona che è già povera con 1000 euro di guadagnarne la metà? Come si può costringere una persona che per anni ha dato la propria professionalità a firmare un «verbale di conciliazione», ossia una «liberatoria», nella quale si rinunciava agli anni di lavoro precedentemente prestato in azienda, ai contributi mai versati da «Atesia», alle ferie non godute, alla maternità non goduta, alla malattia non goduta, rinunciare a ogni eventuale richiesta da parte del lavoratore nei confronti dell'azienda? Io sono stata costretta a non accettare il contratto a tempo indeterminato perché non posso vivere con 550 euro al mese, ne spendo 250 per recarmi tutti i giorni da dove abito (Fiumicino) fino in «Atesia» (Cinecittà) perché sono 86 km al giorno! Pago un mutuo per una casa che ho comprato quando un lavoro serio ce lo avevo, di 725 euro al mese!

Fate due conti 725+250= 975 euro! Dove li trovo gli altri 425 per il mutuo se con le turnazioni che ci hanno dato non posso fare un altro lavoro? E non ci ho messo il costo delle bollette e della spesa per poter mangiare! Sapete che lavoro sto facendo ora? La prostituta per poter pagare il mutuo! Ma questo i sindacati e Diliberto lo sanno? Se non lo sanno fateglielo sapere.

Federica D'Arienzo"





ar